Quantum
Psychology ® e Mente Triadica
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Quantum Psi e YOGA
Lo Yoga si è molto diffuso in occidente ed è praticato sia per benessere
personale che per crescita individuale.
Quantum Psi può anche permettere uno sguardo nuovo sulla pratica del Raja
Yoga, cioè dello Yoga mentale.
Abbiamo analizzato l'opera base, gli aforismi sullo
Yoga di Patanjali. Quest'opera rappresenta uno tra i punti centrali della
pratica dello Yoga ed è considerata praticamente unanimemente sia in occidente
che in oriente come l'elenco dei punti centrali di tale disciplina.
Abbiamo riscontrato che non esistono molte
traduzioni di tali aforismi in libera distribuzione in italiano ed abbiamo
quindi voluto provvedere direttamente.
Nota: Potete vedere gli aforismi in inglese (non commentati) a
http://www.theosociety.org/pasadena/patanjal/patanyog.htm#book1
Tratto dagli Aforismi di Patanjali:
Libro III, Poteri Supernaturali del praticante di Yoga - Le Siddhi
Riportiamo su questo sito solo questo dei quattro libri di Patranjali in
quanto per molti il più affascinante, in quanto tratta dei cosiddetti "poteri
supernaturali" dello Yoga.
Con Quantum Psi possiamo darne una spiegazione completa, elaborando inoltre
nuove tecniche operative.
Questo libro per il lettore avveduto e che conosce fino in fondo la materia ha
molto a che fare anche con i concetti dell'ipnosi; l'ipnosi antica nella sua
formulazione originaria mancava però del vocabolario necessario a spiegare tali
fenomeni completamente. Quantum Psi comprende tale tecnica in una visione
moderna.
E notiamo perlappunto che l'ipnosi anche in occidente è spesso stata legata a
fenomeni supernormali.
Commentiamo ora ogni aforisma.
Teniamo a far notare che ogni nostro commento si basa su esperienze vissute, in
classe o sperimentalmente, cercando di replicare gli elementi qui descritti con
i metodi di Quantum Psi.
1. La concentrazione (Dharana) è la fissazione di un particolare punto dello
spazio.
Questa prima Sutra è per il praticante delle nostre tecniche molto
famigliare. L'ipnosi moderna è proprio nata dall'idea di Braid di concentrare lo
sguardo su di un particolare punto dello spazio.
Quella descritta è una TECNICA BASE.
E proprio in tal senso l'ipnosi occidentale può essere considerata la pratica
occidentale più vicina a questo tipo di pratiche orientali.
Nota: La fissazione è inoltre una tecnica utilizzata in Quantum Psi. In Quantum
Psi ogni coordinata spazio temporale può essere oggetto di concentrazione ma
anche di micro-concentrazione con creazione di una idea mentale in loco anche
chiamata "attivatore"
2. In questa concentrazione (Dharana) il flusso continuo di processi mentali
simili è chiamato Dhyana o meditazione.
La meditazione può avere effetti benefici sull'organismo e sulla mente. Lo
stato che si ottiene con la pratica precedente è infatti simile a quello di
meditazione.
E' importante notare il concetto del "flusso di pensieri simili".
In Quantum Psi lo stato è ottenuto ugualmente lavorando verso la
deconcettualizzazione. Finchè la mente concettualizza non si può avere
meditazione reale.
Questo è il primo passo per avvicinarsi alle Esperienze Superiori.
3. Quando solo l'oggetto di meditazione risplende nella mente, senza neppure
il concetto del sè che sta meditando questo stato è chiamato Samadhi.
Questa è una idea centrale in Quantum Psi. Il concetto è il superamento della
diade questo / quello, osservatore / osservato. E' difficile spiegare in parole
lo stato in quanto le parole sono strumento dell'emisfero sinistro che viene
rilassato con la pratica.
Oltre che con la pratica ipnotica, lo stato di Samadhi può essere ottenuto anche
per brevi lassi di tempo con altri fini non rivolti verso l'illuminazione
attraverso la cosiddetta "concentrazione psi".
Si tratta infatti di uno stato che può essere ottenuto in due maniere:
- macro - attraverso le tecniche ipnotiche
- micro - per pochi istanti utili però per ottenere effetti di cambiamento
veloci.
In Quantum psi si lavora ad esempio al superamento della diade questo-quello.
Questo lavoro linguistico porta a brevi istanti di Samadhi utili per il
cambiamento.
4. I tre assieme sullo stesso oggetto costituiscono lo Samyama.
Dharana + Dhyana + Samadhi = Samyana
La radice indoeuropea della parola è simile all'inglese same (= stesso) ed
indica quindi una unità.
Abbiamo notato che, mentre Dhyana compare in molte persone quasi automaticamente
dopo un poco di Dharana, il terzo livello ha a volte necessità di essere guidato
per ottenerlo con più facilità. E' interessante notare che comunque i tre
possono essere indipendenti.
Questo è uno degli apporti di Quantum Psi: tecniche rapide per ottenere certi
stati in maniera isolata per scopi specifici.
5. Con la padronanza di questo (Samyama), la luce della conoscenza (Prajna)
appare.
Ovviamente, comunque, il fine più alro è lo stato oggettivo. Il cambiamento
può intervenire poichè entriamo in contatto con la mente. Si tratta di una
trasformazione interiore. Il fine della via A della Quantum Psychology è la
creazione di un differente e più completo atteggiamento interiore
6. Il Samyama dev'essere praticato a tappe.
Già nel secolo scorso era nata una tecnica chiamata "frazionamento". Il
concetto è che attraverso il frazionamento del percorso otteniamo risultati
meglio. Può essere anche legato al concetto dei cicli ultradiani, per cui
l'attività della mente procedendo a cicli è opportuno dividere lo sforzo.
L'idea è anche simile al concetto di stati dell'ipnosi ed anche alla
considerazione che è impossibile arrivare immediatamente ad uno stato totale
7. Queste tre esperienze sono processi più interni dei precedenti.
Degli otto passi del Raja Yoga concentrazione meditazione e Samadhi sono
interni e richiedono pratica.
8. Queste esperienze devono essere guardato come esterne in rapporto agli
stati più elevati (Nirvija)
La coscienza oggettiva è in Quantum Psi lo stato superiore. Questo aforisma
suggerisce anche la difficoltà di raggiungere tale stato solo con combinazioni
di questi strumenti. Alcuni allievi vogliono a volta infatti raggiungere stati
di elevazione senza passare dalla deconcettualizzazione della via A. E'
impossibile. La via B è per avvicinarsi ma solo la via A permette gli stati di
coscienza effettivamente superiori. Altrimenti si rimane nei giochi di
attaccamento e potere.
9. L'arresto delle fluttuazioni e l'apparizione delle latenze dello stato di
arresto, che avvengono in ogni momento in cui la mente calma diventa "bianca",
sono le mutazionni dello stato di calma centrale.
E' un aforisma complesso. Si riferisce ai "punti di arresto". Il punto
centrale tra le fluttuazioni della mente (i pensieri) è infatti chiamato in
quantum psi "punto di illuminazione" in quanto lavorando su di esso possiamo
raggiungere gli stati di deconcettualizzazione (= assenza di pensieri)
10. La continuità della mente (nello stato precedente) è assicurata dalle
impressionoi latenti
A molti che praticano queste tecniche sembra di "perdere il controllo". In
realtà la mente è sempre sotto controllo. Basta lasciarsi andare a quello che
succede.
11. La diminuzione dell'attenzione verso tutto quello che circonda e lo
sviluppo della concentrazione sul punto unico è chiamata Samadhi-parinama o
mutazione della mente concentrata.
Questa è una descrizione tecnica dello stato centrale. Se notiamo si parla di
un processo progressivo. Anche prima dell'esperienza globale è possibile infatti
sperimentare comunque una serie di stati tecnicamente definiti "perioggettivi".
Tecnicamente si parla di "sviluppo" della concentrazione del punto.
12. Qui (in Samadhi) di nuovo (nello stato di concentrazione) essendo simili
le modificazioni passate e presenti, si raggiunge Ekagrata-parinama, o mutazione
dello stato stabilizzato della mente.
Questa è una delle impressioni più stupefacenti per il praticante: l'assenza
di tempo. Meditando si sperimentano livelli successivi di consapevolezza. Quindi
apparentemente il passato è diverso dal presente. Nello stato finale non esiste
tempo e quindi le impressioni sono identiche. A questo punto si è in uno stato
di atemporalità
13. In questa maniera sono spiegati i tre cambiamenti, viz, degli attributi
essenziali o caratteristiche, dei fenomeni temporali, e degli stati Bhutas
e Indriyas (cioè tutti i fenomeni conosciuti).
Praticamente a questo punto il praticante arriva ad una conoscenza globale.
Nel punto di deconcettualizzazione è presente comprensione globale. Questo è
dovuto al fatto che dal punto centrale il punto 12 spiega il tempo, il
punto 11 lo spazio. La percezione che l'uomo ha del mondo è infatti dovuta
all'interazione delle proprietà di ciò che percepisce in relazione ai sensi
recettori della mente.
14. Ciò che continua la sua esistenza attraverso i vari momenti
(caratteristici), e precisamente, il quiescente, cioè il passato, il manifesto,
cioè il presente, ed il non manifesto (ma che rimane una forza potente), cioè il
futuro, è il sostrato (o parte caratterizzata dall'oggetto).
Questo è un concetto fondamentale in Quantum Psychology, in quanto il tempo è
una costruzione mentale. Il tempo è anzi una chioave importante per comprendere
il nostro paradigma.
15. Il cambiamento di sequenza (delle caratteristiche) è la causa delle
differenze nelle mutazioni.
La nostra mente costruisce la realtà secondo sequenze. In altre<parole questo
aforisma suggerisce che se cambiamo l'ordine cambiamo la realtà. Questa è una
tecnica molto potente in quanto opera sulle coordinate più di base di
riferimento.
16. La conoscenza del passato e del futuro può essere ottenuta attraverso
Samyama sui tre Parinamas (cambiamenti).
Ma in realtà è possibile anche l'intuizione diretta, il presupposto dello
stato oggettivo nel quale il tempo non esiste e quindi non esistono cause.
17. La parola, l'oggetto implicato e l'idea connessa produce una impressione
unica. Se il Samyana è praticato su ciascuno di essi separatamente, può essere
ottenuta la conoscenza del significato dei suoni prodotti da ogni essere
vivente.
Il concetto di questo aforisma è più profondo di quato appare e può essere
solo capito dopo la pratica di una serie di tecniche basate sui suoni, che hanno
anche molto importanza in India (mantra). Attraverso queste tecniche infatti i
tre elementi indicati sopra vengono scissi o collegati ad un singolo elemento
della mente tradica. Questo permette di creare realtà virtuali ed è anche la
base della "concentrazione psi". L'ultima parte significa anche che in realtà i
sensi possono essere affinati, fino ad arrivare alla comprensione tramite il
cervello rettiliano della base e del significato non verbale dei suoni.
18. Attraverso la presa di coscienza delle impressioni latenti, si può avere
conoscenza della nascita precedente.
Accedendo all'inconscio attraverso le tecniche regressive possiamo
avere varie esperienze. Si tratta di una serie di esperienze sperimentali e
arricchenti sotto il profilo personale.
19. (Praticando Samyana) sulle nozioni, si può acquisire conoscenza delle
altre menti.
Questo aforisma ha un doppio livello e si collega anche alle pratiche di
identificazione con le altre persone. L'interpretazione più semplice è invece
che la mente è costruita da nozioni. Quantum Psi può essere uno strumento di
modellamento. Il modellamento è raccogliere le nozioni di una persona per
comprenderla ed acquisire quindi conoscenza della sua mente.
20. La base della nozione rimane ignota in quanto non è lo scopo del lavoro
(osservazione) dello Yogin.
Comunque sia il nostro lavoro va comunque in un'altra direzione (vedi il
concetto di via A della Quantum Psychology)
21. Quando la percezione del corpo è soppressa praticando Samyama sul suo
aspetto visuale, la sparizione del corpo avviene attraverso il suo andare oltre
la sfera di percezione dell'occhio.
Si tratta della tecnica chiamata illusione da noi spesso dimostrata nelle
lezioni introduttive. Possiamo creare rfealtà virtuali operando su ogni senso,
tanto più che ogni senso è collegato alla mente traidica. In realtà questo
aforisma mostra che noi possiamo costruire una realtà visuale che non esiste.
22. Con questo processo si può anche operare sugli altri sensi
idem (per alcuni questo aforisma è un'interpolazione ed in alcuni testi la
numerazione successiva è differente - secondo noi, e secondo le conoscenze di
Quantum Psi che abbiamo è comunque logico e completa il precedente perfettamente
)
23. L'azione è di due tipi; la prima, quella che è accompagnata
dall'anticipazione delle conseguenze. La seconda, che è senza anticipazione
delle conseguenze. Praticando concentrazione (Samyana) in riguardo a
questi tipi di azione (karma), l'asceta può arrivare a delle conoscenze, come
quella del tempo della sua morte.
Quella descritta qui è chiaramente la tecnica della progressione temporale.
Nella nostra mente abbiamo già infatti un piano (uno scenario) di come la nostra
vita va a svilupparsi . Attraverso la tecnica di Quantum psi possiamo arrivare
ad un livello nel quale questo tipo di pensiero viene concretizzato e capito
coscientemente. Una regola di Quantum Psi è infatti "dal punto di
deconcettualizzazione si può capire sempre il punto di concettualizzazione"
24. Attaverso Samyama sull'amicizia e altre virtù simili si ottiene forza in
queste
Questo concetto si lega strettamente al cncetto della mente triadica. Con le
tecniche di tipo ipnotico possiamo impattare le reazioni del cervello mammaliano
e sviluppare "rapport" oppure altre doti partendo dall' INTERNO. Nelle nostre
esperienze è quello che chiamiamo "costruire una nuova realtà emozionale".
25. (Attraverso Samyama) sulla forza (fisica), si può acquisire la forza
degli elefanti ed altro.
Samyana è il nome indiano del processo di Quantum Psi ed anche dei processi
ipnotici. Spesso nelle nostre lezioni dimostriamo infatti come in ipnosi possono
essere ottenuti anche accrescimenti di forza muscolare ed altro.
26. Con la perfetta contemplazione della luce della conoscenza della più
alta percezione dei sensi, si ottiene la conoscenza delle cose sottili, vicine e
lontane.
Questa è una cosiddetta applicazione sperimentale (visione a distanza).
27. (Praticando Samyama) Sul sole (il punto del corpo conosciuto come
l'entrata solare) si può acquisire conoscenza della regione cosmica.
Il concetto qui esposto è sugli archetipi di base. Il sole ad esempio.
28. (Praticando Samyama) sulla luna (l'entrata lunare) si può acquisire
conoscenza dlla posizione delle stelle.
Segue la luna.
29. (Praticando Samyama) Sulla stella polare, si possono conoscere i
movimenti delle stelle.
In realtà anche il nostro corpo è un universo in miniatura e gli aforismi
precedenti si riferiscono anche alla conoscenza del corpo.
30. (Praticando Samyama) Sul plesso solare, si può avere conoscenza della
composizione del corpo.
Questa tecnica può essere applicata per la guarigione interna, visulaizzando
i vari organi del corpo in ipnosi.
31. (Praticando Samyama) sulla trachea, fame e sete possono essere vinte.
La resistenza fisica può infatti di molto essere potenziata.
32. La calma è ottenuta con Samyama sul tubo bronchiale.
Infatti l'ansietà è strettamente legata a fenomeni respiratori
33. (Praticando Samyama) Sulla luce della corona, si possono osservare
esseri perfetti.
Esiste anche un'altra versione di questo aforisma. Il concetto è legato ad
una tecnica chiamata anche di "salita al sè superiore"
34. Dalla conoscenza chiamata Pratibha (intuizione), tutto diventa noto.
Noi conosciamo molto di più di quello che pensiamo. La nostra mente conscia
concettualizza solo una piccola parte della realtà. Il resto è inconscio e può
essere raggiunto in tale maniera.
35. (Praticando Samyama) sul cuore si acquisisce conoscenza della mente.
Il cuore è il centro di ogni processo vitale. Stabilendosi in tale regione si
attua una comprensione globale del tutto.
36. L'esperienza (di piacere o di pena) nasce da una concezione che non
distingue tra due entità estremamente differenti, cioè Buddhisattva e Purusha.
Tale esperienza esiste per altro (cioè Purusha). Questa è la maniera per
la quale attraverso Samyama su Purusha (che soprassiede a tutte le
esperienze ed anche alla loro completa cessazione), si può acquisire una
conoscenza su Purusha.
In altre parole, Possiamo anche andare in una metaposizione oltre la
posizione di piacere e dolore.
37. Da qui (dalla conoscenza di Purusha) nasce Pratibha (prescienza),
Sravana (potere supernormale di udire), Vedana (potere supernormale della
vista), Adarsa (potere supernormale del tatto), Asvada (potere supernormale del
gusto) e Varta (potere supernormale dell'odorato).
A questo punto siamo aperti a lasciare i nostri sensi aperti ad una maggiore
percezione
38. Essi (questi poteri) sono impedimenti al Samadhi, ma sono ( guardati
come) acquisizioni nel normale stato fluttuante della mente.
Ovviamente questi poteri rischiano di deviare dalla ricerca finale di Quantum
Psychology, ma sono comunque dei livelli di ottenimento notevoli.
39. Quando la causa degli impedimenti viene diminuita ed i movimenti della
mente sono conosciuti, la mente può entrare in un altro corpo.
La deconcettualizzazione è la via maestra verso nuovi sviluppi. Questo sutra
significa che aumentando la flessibilità (sciogliendo i nodi), la nostra mente
può comprendere facilmente la psicologia di un'altra persona (letteralmente
"entrare in un'altra persona").
40. Sviluppando la forza vitale (della vita) chiamata Udana, il corpo può
resistere ad immersioni in acqua o fango, alle braci e si può uscire dal corpo a
volontà.
Si tratta di varie esperienze sperimentali alcune delle quali possno anche
avere utilità all'interno di seminari motivazionali
41. Padroneggiando la forza vitale chiamata Samana, si può controllare e
regolare il calore interno ed esterno.
Lo sviluppo delle tecniche di Quantum Psi permettono di accedere a risorse
naturali di autoguarigione, ed anche di mutare la temperatura corporea.
42. Col Samyama sulla relazione tra akasa ed il potere dell'ascolto, si può
realizzare il senso divino dell'udito.
Questo permette ad esempio le cosiddette esperienze di "channeling".
43. Praticando Samyama sulla relazione tra corpo ed akasa e concentrandosi
sulla leggerezza del cotone, si può passare attraverso il cielo.
Questa è una descrizione poetica della cosiddetta meditazione dell'"io
superiore", caratterizzata da sensazioni di leggerezza.
44. Quando possiamo tenere fuori le modificazioni esterne della mente,
queste possono essere comprese.. Grazie a Samyama su di ciò, il velo sopra
l'illuminazione (del Boddhisattva) viene rimosso.
Alcuni livelli di ipnosi portano "oltre il corpo". Tutti coloro che li
praticano ci relatano esperienze simili.
45. Col Samyama sulla materia grossolana, il carattere essenziale, la sua
essenza sottile, la sua inerenza ed oggetività, che sono le cinque forme dei
Bhota od elementi, ne può conseguire la maestria su questi.
Analizzano le abitudini di base della mente uno può modificarle.Noi possiamo
quindi costruire noi stessi nella maniera più appropriata.
46. Da qui si sviluppa il potere sugli elementi ed altre acquisizioni
fisiche. Si verifica inoltre l'indistruttibilità.
La menzione è sul "corpo di luce".
47. La perfezione del corpo consiste in bellezza, grazia, forza e durezza
adamantina.
Il concetto si lega ai miglioramenti legati alla pratica delle discipline
legate alla "Quantum Psychology. Tra queste discipline è la "presenza". Questa
sutra allude a come riconoscere una persona che pratica la presenza, in quanto
queste ne sono caratteristiche
48. Col Samyama sulla recettività si può acquisire maestria sul il carattere
essenziale, sul senso dell'Io, sulle qualità inerenti di oggettività dei cinque
organi
La nostra personalità è una costruzione. Questa Sutra allude alla possibilità
di prenderne il controllo. In fin dei conti il nostro lavoro di Quantum Psi è
iniziato proprio dalla ricerca di nuove maniere di sviluppare la coscienza e
comprendere la personalità.
49. Da qui arrivano i poteri di rapido movimento della mente, azione degli
organi indipendenti dal corpo e maestria su Pradhana, la causa
primordiale.
Esiste un livello interiore "prima dei sensi". Col Quantum psi possiamo
raggiungerlo.
50. Ad una persona che abbia ben chiara la distinzione tra Buddhi e
Purusha è data supremazia su tutti gli esseri ed onniscienza.
Conoscere è potere.
51. Rinunciando a ciò (Visoka), arriva la liberazione con la distruzione dei
semi negativi.
In quantum psychology si parla dell'unico stato che non è uno stato. Finchè
esiste uno stato esiste un'esperienza
52. Quando invitato da esseri celesti, questo invito non dovrebbe essere
accettato nè causare vanità perchè involve la possibilità di conseguenze
indesiderabili.
Sempre riferito al channeling. Bisogna infatti fare attenzione a certe
pratiche che possono portare in contatto con parti a volter negative
53. La conoscenza del sè e del non sè viene dalla pratica del Sayama sul
momento e sulla sua sequenza
In realtà questa è anche la strada per creare realtà parallele..
54. Quando la specie, il carattere temporale e la posizione di due cose
altrimenti indiscernibili è acquisita queste possono essere differenziate
tramite questa conoscenza.
Questo si riferisce alla realtà interiore
55. La conoscenza del discernimento è Taraka o intuizionale, è comprensiva
di tutte le cose e di tutte le parole e non ha sequenza.
La conoscenza di cui si parla è intuizionale e non a parole. La Sutra accenna
allo stato oggettivo, dove tutto è presente contemporaneamente.
56. (Indipendentemente dal fatto che il discernimento discriminativo sia
stato raggiunto o meno) Quando l'uguaglianza è stata raggiunta tra Buddhisattva
e Purusha nella loro purezza, allora ha luogo la liberazione.
Si tratta del raggiungimento di uno stato di non influenzamento. La
liberazione o illuminazione è un concetto centrale di Quantum psychology che lo
avvicina allo stato oggettivo.
Per informazioni: 348-2213449
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